Visti altri due film...mi piacerebbe leggere l'opinione di Siro, specie riguardo il primo.
BASTARDI SENZA GLORIARaccolti numerosi commenti positivi, ho deciso di vedere il film in questione.
E' indubbio che Tarantino meriti un premio. Peccato non esista l'Oscar per il Peggior Mucchio di Spazzatura Mai Visto!
Inizio col dire che il film è interminabile, e che ogni 5 minuti mi veniva automatico guardare l'orologio. Una noia che non credevo possibile, penso che ora potrei andare a vedere Baharia senza crollare addormentata in sala.
Quello che viene osannato come ennesimo capolavoro del grande maestro è un'accozzaglia di colpi di pistola ai testicoli, corpi crivellati, mazze da baseball sulla testa, taglio di scalpi, incisioni nella carne viva e torture varie, intervallate da dialoghi vuoti.
Una pellicola di serie D in cui il fil rouge, sminuendo la tematica dell'Olocausto, finisce con l'essere la vendetta da una parte, lo scontro tra animali e più-animali (con mitragliette à la Schwarzy e picchiatori Arancia Meccanica) dall'altra.
Verso la fine, tra un massacro e l'altro, il genio piazza due o tre rallenty di fila nel tentativo di far poesia.
Il finale è lungi dall'essere liberatorio, dal momento che
Shoshanna muore -scena di una prevedibilità totale- uccisa da un tedesco, mentre il Cacciatore di Ebrei se la cava con un taglio in fronte
.
A questo punto reputo migliore il kung-fu movie Kill Bill, altro esempio di auto-incensazione tarantiniana ma che almeno risulta gradevole dal punto di vista estetico. Inglorious non è nemmeno un esercizio di stile imho. Terminato il film ho sbadigliato ed alzato un sopracciglio.
Voto: 3. BASTA CHE FUNZIONINuovo film di Woody Allen che riporta indietro di almeno un decennio. Da molto non si vedeva una sua pellicola così ottimista (forse troppo
, considerando anche il finale zuccherozo con la riunione di famiglia dei freak show!
). Boris, il protagonista avrebbe potuto essere interpretato da Allen stesso, dal momento che raccoglie tutti i tratti dell'uomo genialoide, ansiotico, depresso, misantropo e terrorizzato dal vivere, che abbiamo già incontrato in tanti suoi film. I dialoghi sono (ovviamente) il punto forte, specie nella prima parte che si focalizza sul rapporto tra Boris e la giovane, alquanto stupida e sprovveduta donna che il nostro pazzo accoglie in casa sua, facendole da pigmaglione (un po' particolare viste le sue teorie ben poco gioiose sull'esistenza).
Ironico, brillante, divertente.
Voto 7 (non esagero, vedi spoilerino sul finale)

I'M NOT A PUPPET, I AM A GRENADE